
Nel 1998 per colpa di Rifondazione Comunista. Nel 2008 per colpa dell'Udeur.
Prodi si è praticamente fatto scopare a sandwich da Bertinotti e Mastella. Ma Fausto è venuto prima, nel momento in cui gli è stata affidata la presidenza della Camera dei Deputati.
In una lingua antichissima, alcuni storici hanno scoperto che Rifondazione Comunista e Udeur vogliono dire rispettivamente "Massimo D'Alema" e "Walter Veltroni".
Mastella lascia, ma resta la sua profonda e immutata stima nei confronti dell'ormai ex Premier. Leggasi: "Scusami Romano, mia moglie è ai domiciliari, io sono indagato e mi sono appena ricordato che il Centrodestra è molto più abile nel delegittimare la magistratura".
Mastella nega la fiducia al governo, con una poesia di Neruda (o questo era quello che Mastella credeva). Neruda ha ispirato spesso Mastella. Soprattutto a tavola.
Rissa tra due esponenti Udeur al senato: Barbato e Cusumano. Quest'ultimo, aggredito per aver disobbedito alle direttive del partito, volendo votare la fiducia al governo, ha avuto un malore ed è svenuto. Prodi ha sperato: "Cazzo, se muore almeno abbassa il quorum".
Dopo che il presidente del senato Marini ha annunciato l'esito della votazione (161 no, 156 sì), qualche senatore di AN ha tirato fuori bottiglie di spumante. "Non siamo in un'osteria, mettetele via" ha dichiarato il presidente Franco Marini. E subito la replica: "Non dobbiamo farne un uso da osteria".
Nonostante tutto, ragazzi, cerchiamo di stare tranquilli e di rassegnarci. Adesso sono cazzi amari.